Recensione libro “ DEI e EROI dell’OLIMPO”


 Titolo: DEI e EROI dell’OLIMPO ( 1992).

Autore: Silvia Benna Rolandi,

Valutazione: ⭐️⭐️⭐️⭐️

Genere: Mitologico


Ora vi racconterò due storie che mi sono piaciute di più.

 
1) Ares contro i giganti:
Ares, il dio della guerra, ottiene l’amore della bella Afrodite. Ares è antipatico a tutti gli dei. I due giganti, Oto ed Efialte si erano messi in mente di conquistare l’Olimpo e cacciare Zeus, lui non avrebbe mai accettato. Zeus fece andare Ares contro i due giganti. Ares non faceva ritorno, ma lo ritrovò Ermes grazie ai suoi calzari alati. Ares una notte si addormentò sulla paglia di un granaio. Lui non sapeva di essere capitato in uno dei rifugi segreti di Oto ed Efialte. Ares si svegliò da un rumore che proveniva dal grande vado di bronzo. Qualcuno dall’interno si accorse che era Ares e disse che era lui quello imprigionato dai due giganti. Gli dei riuscirono ad aprire la prigione ed Ares uscì. Zeus per vincere contro i giganti ricorse ad Artemide. Lei si trasformò in cerca e apparve davanti ai due giganti, armati d’arco. Entrambi tentarono di uccidere quel animale e cominciarono a scoccare le frecce. La dea-cerva evitò i loro dardi così i due cacciatori di colpissero l’un con l’altro.
2) La vendetta di Odisseo:
Odisseo è il più astuto dei greci. Dopo aver sterminato tutti i troiani, lui parte per la sua isola ( Itaca) Nella sua casa i Proci vogliono sposare tutti Penelope ( la moglie).Loro erano convinti che Odisseo fosse morto. Siccome loro erano circa quaranta Odisseo non poteva uccidere tutti quindi, si trasformò in un mendicante. Entrò nella sua casa dove ormai i Proci si credevano padroni. Loro derisero Odisseo ( che era vestito da mendicante). Odisseo la sera, disse a sua maglie Penelope di proporre ai Proci una sfida. La sfida l’avrebbe vinta chi, tendendo l’arco fosse riuscito ad attraversare con una freccia dodici anelli messi in fila e lei avrebbe sposato il vincitore. Il giorno dopo era la festa di Apollo ( dio della musica e delle arti) e i Proci banchettarono. Uno dopo l’altro si cimentarono a tendere il pesante arco, ma non ci riuscirono. Poi il mendicante si fece avanti. Odisseo (travestito) senza sforzo tese l’arco, suo figlio Telemaco dopo vent’anni conobbe il padre. Telemaco si era messo d’accordo con il padre, gli si mise al fianco, armato. Odisseo fece centro in tutti e dodici anelli. Poi scagliò le frecce con molta precisione. I Proci cercavano di fuggire terrorizzati. I servi fedeli del re chiusero tutte le porte così i Proci non potevano scappare. Euriclea ( nutrice di Odisseo), chiamò Penelope, chiusa nella stanza. Euriclea disse a Penelope che il suo sposo era tornato e che non è più imprigionata dai Proci.
 


Devo essere sincero che fino ad ora non ho mai letto un libro. Infatti come primo libro è stato fighissimo leggerlo perché non  ci sono azioni noiose. 
Ho conosciuto questo libro grazie ad una biblioteca di classe. All’inizio immaginavo una lunga storia noiosa che parlava di  persone brutte che non facevano accadere mai i fatti.




Direi che i libri sono adatti più per i grandi che ragazzi come noi. Però come primo libro mi è piaciuto un sacco perché accadono sempre fatti, i caratteri sono grandi e anche perché è veloce nella narrazione.

  



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